lunedì 12 maggio 2008

DALLA LETTERA DEL GENERALE ALBERTO CALDATO

L'ONORE E' SALVO

La disputa di stasera decretera' un vincitore e un vinto. I freddi numeri, omaggieranno del titolo una sola squadra su tutte. Soddisfazione e gioia, festa e applausi per il vincitore. Gli annali ricorderanno solo chi sta in cima, chi ha vinto, e non importa se con un punto o un solo goal di scarto. Bene, cosi' deve essere. Cosi' e' lo sport e la sana competizione. Niente di tutto questo pero', potra' cambiare i giudizi e le profonde sensazioni che questa avventura ci ha regalato. Signori, parliamo comunque sempre di uno sport, di un divertimento che accompagna o completa il nostro vivere. Ma e' doveroso aggiungere da parte mia che sono orgoglioso e onorato di avervi guidato in questo cammino. Non avevo dubbi sulle vostre qualita' e i risultati lo testimoniano. Ma il vostro valore umano ed intelligenza richiedevano un livello più alto di coinvolgimento. Non poteva bastare la solita equazione tra determinazione e tecnica. Io per primo non credo che i grandi traguardi si ottengono con formule esatte tra volonta' e qualita'. E' cio' che esce dal Cuore che condiziona la mente. La testa elabora e pianifica, e l'azione diventa strumento. Questa e' stata la sfida. E ho visto pian piano crescere l'attenzione che avete dato alle vostre Motivazioni. Le avete coltivate, stimolate, e alla fine vi siete convinti che queste governano il mondo. Signori, se riuscite ad ascoltare il vostro cuore e credere nella bellezza dei vostri sogni, il futuro sara' vostro. Abbiate sempre il coraggio di partire da questo, non arrendetevi per un banale contrattempo, proseguite diritti verso la meta. Questo e' quello che abbiamo cercato di fare, e anche per questo sono orgoglioso. La mia soddisfazione sara' quella di poter essere giudicato diverso dagli altri, orgoglioso a mia volta di non rientrare nei canoni degli educatori tradizionali.
Non importa per quanto cammineremo insieme, ci riteniamo fortunati per esserci incotrati.

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