venerdì 28 settembre 2012

I CAGNACCI

Nessuno di voi ha un pedigree rispettabile, nessuno di voi indossa il cappottino per andare al parco, ne tanto meno usa delle “dog's shoes” quando arriva l’inverno. Non sarete mai catalogati come dei CANI di razza, ne selezionati o impiegati come riproduttori. Animali come voi sono cresciuti in quartieri difficili, in periferie degradate, a contatto con balordi, imbroglioni, gente che comprava e vendeva partite, nel pieno della precarietà e dell’emergenza. Per questo motivo non siete dei semplici cani, ma degli insolenti CAGNACCI. Il CAGNACCIO, come tante altre razze, è stato selezionato per decenni soltanto per il suo istinto combattivo, nessuna manipolazione da parte dell’uomo, solo natura e aggressività. Dimostra grande forza rispetto alle sue dimensioni, piazzato e robusto, non presenta muscoli aderenti. A volte è addirittura flaccido. Poco elegante nel portamento, dimostra avere un coraggio impressionante e prestazioni eccezionali. È dal passato che deriva il suo carattere d’indomito coraggio. Si affeziona in modo particolare a pochi simili, sfrontati come lui. Preferisce vivere in Branco magari Zero Branco, o zone limitrofe. Quando gioca, non è interessato all’estetica e al bel gioco, gli importa solo vincere, ma a volte baratta la vittoria per una rissa violenta. Attaccabrighe per natura, cerca ogni occasione per manifestare la superiorità della sua “razza”, non accetta di essere comandato e si ribella a qualsiasi guinzaglio. Senza preavviso sa passare dalla minaccia alla lotta. Difende i suoi simili fino alla fine. A questo stupendo campione, ho voluto dedicare anni di studio e analisi, affezionandomi e legandomi profondamente. Ho capito che non esistono simili nel panorama cinofilo. Solo chi vive profondamente con un esemplare maschio di questa stupenda razza, capisce cos’è l’affidabilità, la fedeltà, il coraggio. Ho voluto associare questo fantastico modello, al più irridente dei CAGNACCI. È così che vi vedo: senza paura, sicuri di voi, temuti e forti nello spirito, con quel pizzico di malizia che vi aiuta a uscire da improbabili difficoltà. Apparentemente poco belli da vedere, incuranti dell’aspetto, risultate essere illuminati dentro, magnifici attori nell’esperienza della vita, convinti di poter sempre arrivare. In fondo, per VOI, una medaglia ci sarà sempre. Quindi tornate da Riccione con l'unica medaglia che manca nella nostra bacheca IL GENERALE

4 commenti:

Alberto ha detto...

Come sempre un post a dir poco geniale. Nonostante tutto ieri sembravamo cani da sfilata GRAZIE al tuo indispensabile e prezioso contributo.
Purtroppo in partita più che CAGNACCI sembravamo dei cani randagi, per di piú sazi, senza la cattiveria che li contraddistingue. Chiedo scusa se ieri me ne sono andato senza salutare ma ero incazzato per la mia la prestazione, quella della squadra e perché ero costretto ad abbandonare il branco. Conto di rivedervi domani mattina alle 9.30.In bocca al lupo amici!
p.s.complimenti al caerano

mauro ha detto...

Prova

mauro ha detto...

Abbiamo dato tre frecce alla toscana.per arrivare in finale dobbiamo darne altrettante all'avversaria delle 18. Io ci conto. Pranzo con voi e penso al ricordo che voglio avere di questi giorni. Andiamo in finale ragazzi. Forza avg.ps_continuo pure a sentirmi un pirla per il rosso di ieri.

mauro ha detto...

Concludiamo la giornata con 8 goal fatti e 0 subiti...ed e' finale.sono stati due giorni incredibili x me.prima partita espulso,terza partita capitano.grazie ragazzi x aver perdonato la mia stupidita' e per aver sbranato la toscana stamattina. Questa finale raggiunta e' da condividere anche con te, Generale, con Guido, Gigi, Albe e tutti i ragazzi di questo gruppo formidabile.alcuni di noi hanno riproposto il cerchio dell'amicizia in spiaggia, in un momento che porteremo con noi.altri lo hanno fatto immergendosi nella movida di riccione.siamo di nuovo in finale dopo 11 anni.loro sono in tanti,sono forti, belli ed eleganti.meritano di essere la nostra preda...